Sai Cos'è l'Atopia?

Postato da Max Betting
L’atopia, detta anche sindrome atopica è una predisposizione genetica a sviluppare eccessive risposte immunitarie (mediate dalle IgE) verso i comuni allergeni ambientali (pollini, acari, derivati epidermici di animali i più frequenti), è il principale fattore predisponente identificabile per la comparsa dell’asma.

 L'atopia può avere una componente ereditaria, anche se il contatto con l' allergene deve avvenire prima che si sviluppi la reazione di ipersensibilità. L'atopia è una sindrome caratterizzata da una tendenza ad essere "iperallergici". Una persona affetta da atopia si presenta tipicamente con una o più delle seguenti operazioni: eczema (dermatite atopica), rinite allergica (febbre da fieno), congiuntivite allergica o asma allergico. I pazienti con atopia hanno anche una tendenza a sviluppare allergie alimentariA titolo di esempio l'esofagite eosinofila si trova spesso associata con le allergie atopiche.

Le singoli componenti della sindrome atopica sono tutte causate, almeno in parte, da allergia (reazioni di ipersensibilità di tipo I). Pertanto, le risposte atopiche appaiono dopo che il corpo è stato esposto a diversi allergeni, per esempio pollini, peli, acari della polvere, alcuni alimenti, od irritanti fisico/chimici. Anche se l'atopia ha diverse definizioni, in generale, possiamo dire che è definita dalla presenza di elevati livelli nel siero, totali e allergene-specifici, di IgE. Questo fatto determina una reazione positiva del prick test cutaneo per gli allergeni comuni.

Reazioni atopiche sono causate da reazioni di ipersensibilità localizzata ad un allergene. L' atopia sembra mostrare una forte componente ereditaria . Uno studio conclude affermando che il rischio di sviluppare la dermatite atopica (3%) oppure atopia in generale (7%) "aumenta di un fattore due se già qualche membro di primo grado della famiglia soffre di atopia"..

Si ritiene che anche i fattori ambientali giochino un ruolo nello sviluppo della atopia, e l'"ipotesi dell'igiene" è uno dei paradigmi ad oggi disponibili che possono spiegare il forte aumento di incidenza delle malattie atopiche. Questa ipotesi propone che l'eccesso di "pulizia" nell'ambiente di un infante o di un bambino possa portare ad una diminuzione del numero degli stimoli infettivi che sono necessari per il corretto sviluppo del sistema immunitario. La riduzione dell'esposizione a stimoli infettivi può determinare uno squilibrio tra elementi di risposta infettiva ed elementi di risposta allergica all'interno del sistema immunitario.

Alcuni studi suggeriscono anche che la dieta materna durante la gravidanza possa essere un fattore causale nelle malattie atopiche (inclusa l'asma) della prole, suggerendo che antiossidanti, alcuni lipidi, ed una dieta mediterranea possano aiutare a prevenire le malattie atopiche.

NOTA PER LE MAMME: Lo studio multicentrico PARSIFAL nel 2006, coinvolgendo 6630 bambini in età compresa tra i 5 ed i 13 anni in 5 paesi europei, ha suggerito che l'uso restrittivo di antibiotici ed antipiretici è associato ad un ridotto rischio di malattie allergiche nei bambini. 

In circa il 50% dei casi di asma bronchiale non è in causa un’atopia (asma non allergica). Le due principali alterazioni fisiopatologiche (che riguardano cioè la funzionalità bronchiale) presenti nei soggetti asmatici, sono rappresentate dall’iperresponsività bronchiale e dall’ostruzione del flusso aereo.

L’iperresponsività bronchiale può essere definita come la  presenza di una esagerata risposta broncocostrittrice a numerosi stimoli (ad esempio inalazione di soluzioni troppo o troppo poco concentrate, attività fi sica etc), per cui i bronchi si restringono troppo facilmente ed in modo eccessivo.

L’ostruzione del flusso aereo è a sua volta dipendente da diversi fattori: la broncocostrizione legata alla contrazione della muscolatura liscia (involontaria) presente nella parete delle vie aeree; il rigonfi amento della parete bronchiale secondario alla presenza di infiammazione (richiamo di cellule e liquidi); la formazione cronica di tappi di muco; il rimodellamento delle vie aeree consistente in modificazioni strutturali del tessuto connettivo di sostegno presente nella parete delle vie aeree.

Quest’ultima alterazione è secondaria ad infiammazioni gravi e durature (spesso mal curate) ed è l’unica irreversibile. Tra i fattori di rischio coinvolti nella comparsa dell’asma un ruolo importante viene svolto dall’inquinamento atmosferico. Questo può essere definito come l’accumulo nell’atmosfera di sostanze chimiche in concentrazioni tali da diventare pericolose per gli esseri viventi. La concentrazione negli ambienti esterni di questi inquinanti dipende dalle condizioni atmosferiche e dalle caratteristiche geografiche locali.

Numerosi studi, in particolare l’esposizione controllata di pazienti asmatici a concentrazioni atmosferiche controllate di questi inquinanti, hanno dimostrato che essi possono scatenare riacutizzazioni asmatiche.

Alcuni studi epidemiologici hanno inoltre dimostrato una correlazione significativa (ossia un legame non casuale) tra la concentrazione negli ambienti esterni di ozono, ossidi di azoto, aerosol acidi e materiale corpuscolato e la prevalenza di sintomi asmatici o la frequenza di riacutizzazioni asmatiche.

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