Cura Dell' Asma - Medicina Psicosomatica

Postato da Max Betting
COME CURARE L'ASMA
Numerosi sono gli studi di psicologia e di psicanalisi che mettono in rilievo ’importanza determinante dei fattori emotivi nello scatenarsi degli attacchi asmatici. In quasi tutte le ricerche il nucleo centrale, attorno al quale si struttura la predisposizione e il conseguente ammalarsi di asma, sembra essere una relazione ambigua - inconsapevole della persona con la madre.

Molti autori descrivono l’asma come una "somatizzazione" di un conflitto inconscio tra il desiderio di indipendenza, autonomia, libertà, con un fortissimo bisogno di dipendenza dalla figura materna. In questo senso l’attacco asmatico esprimerebbe (attraverso il corpo più che con la psiche) un "disperato grido d’angoscia o di rabbia represso" ogni volta che l’ammalato è in una situazione di "pericolo - tentazione" di separazione dalla madre o dalle figure che possono via via nella vita rappresentarla.

Come si può intuire la conseguenza di quanto detto è la presenza nella storia della psicologia di numerose "descrizioni" delle madri degli asmatici che sono, a seconda dei casi: iperprotettive, eccessivamente premurose, ansiose e "soffocanti", oppure, al contrario, definite "assenti", perché non assicurano il calore e la protezione necessari da un lato e dall’altro stimolano prematuramente i propri figli a un distacco - indipendenza dalla loro figura.

In entrambi i casi il rapporto con la madre è vissuto negativamente fin da bambini tanto da creare una situazione di insicurezza, angoscia e instabilità emotiva che via via nel tempo provoca l’esplosione degli attacchi asmatici. Una delle più recenti e innovative interpretazioni della malattia asmatica si deve alla scuola psicosomatica Riza. E’ questa una corrente di pensiero (e di pratica clinica) in cui si studia l’uomo come un insieme mente - corpo indissolubile e, di conseguenza, si considera l’organismo di ogni individuo come "una tela sulla quale il malato - artista disegna la sua storia, i suoi disagi, le sue sconfitte, le sue vittorie". 

L’asma viene vista come la punta di un iceberg in cui la parte emersa è la malattia mentre quella immersa (la più vasta) è una "dimensione esistenziale respiratoria" che pervade tutto l’essere. Questa è come una "impronta" (una "traccia") che sottende e giuda l’intera esistenza della persona in tutte le sue manifestazioni: dai sintomi dell’asma al comportamento (l’asmatico è una persona che ha "fiuto", che "annusa" le situazioni sapendo coglierle "al volo", che è sensibile agli odori, che predilige le intese spirituali); dalle modalità espressive del linguaggio (per esempio, "che aria tira?", aria cattiva - aria buona, atmosfera soffocante, annusare il pericolo, tirare un sospiro di sollievo) ai sogni e alle fantasie, spesso ricche di immagini di libertà, di aria pura o inerenti il volare.

Dunque vi sarebbe una dimensione peraltro da altre "dimensioni" che individuano diversi "iceberg sommersi" riferiti, ad esempio, a malattie come l’ulcera (dimensione gastronomica connotata dal rapporto con gli alimenti e la digestione), come la colite (dimensione intestinale legata alla materialità delle cose) o come il mal di testa (dimensione della razionalità) e così via.

LE CAUSE DELLA MALATTIA. Ma perché ci si ammala d’asma visto che non tutte le persone che vivono in una dimensione respiratoria hanno questa malattia? Per comprendere meglio la risposta alla domanda è necessario esporre alcune considerazioni di tipo "simbolico" inerenti la funzione respiratoria.

Il primo atto di vita è l’inspirazione mentre l’ultimo è l’espirazione (da qui "esalare l’ultimo respiro"). Da tutto ciò nasce nella psiche di ogni individuo una analogia inconscia tra vita - inspirare e morte - espirare.

Se nel ventre materno il bambino è in una situazione di totale dipendenza dalla madre una volta nato si trova "forzatamente" in una condizione di vita autonoma e questo passaggio da un "mondo acquatico" (il liquido amniotico) a un "mondo aereo" viene accompagnato dal primo respiro. In questo senso respirare può assumere la valenza simbolica del primo distacco dalla madre.

Ogni volta che si inspira "si porta dentro" il "mondo aereo" infinito che circonda la persona e ogni volta invece che si espira "si immette nel mondo" la propria aria. In ogni atto respiratorio quindi vi è un "fuori" indifferenziato che entra e un "dentro" definito (rappresentato da organi, funzioni fisiologiche, emozioni, sentimenti eccetera) che esce, entità separate tra loro ma nel contempo comunicanti.

Dunque la malattia asmatica può simbolicamente rappresentare:

La grande difficoltà della persona di esprimere "ciò che ha dentro", ovvero emozioni, sentimenti eccetera.

Il rifiuto della morte intesa come "morte affettiva" molto spesso legata a fantasie di abbandono. A tal proposito si riscontra nell’asmatico la paura dei legami affettivi proprio per il timore di possibili abbandoni.

L’eccessiva e non risolta dipendenza dalla madre, tanto che tutto ciò che tende a separare la persona dalla protezione materna (oppure da chi in qualche modo la rappresenta via via nella vita), può scatenare l’attacco asmatico.

FONTE: MYBESTLIFE

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