Chi ha l'asma può fare sport?

Postato da Max Betting

Lo sport praticato regolarmente e il carico fisico non sono un ostacolo per i pazienti asmatici. Al contrario, possono migliorare la loro capacità attraverso l'esercizio fisico, irrobustire i loro muscoli respiratori e aumentare la loro perseveranza.

Lo sport è uno dei più importanti fattori di equilibrio per il corpo e la psiche. Anche per le persone affette da asma! Infatti, anche loro possono e devono fare sport. L’asma non è d’impedimento nemmeno per le prestazioni di alto livello.

Lo sport, soprattutto il nuoto e gli sport di resistenza, è addirittura di aiuto al trattamento dell’asma. Trasmette alla persona colpita un senso di sicurezza e di controllo della situazione che diminuisce il peso della malattia. Una migliore percezione del proprio corpo aiuta a riconoscere tempestivamente i segni premonitori di un peggioramento della salute.

Soprattutto i bambini asmatici devono poter partecipare normalmente alle attività dei loro amici e compagni di classe. Ne hanno pieno diritto! Con l’attuale terapia dell’asma tutto ciò è possibile e auspicabile.

L'Asma e lo sport

Nella nostra società lo sport ha assunto un ruolo molto importante per il benessere e lo stato di salute. Nel bambino lo sport è fondamentale per l’armonico sviluppo fisico, psichico e sociale. Il contributo dello sport al benessere è sempre maggiore anche nell’adulto e nell’anziano. L’asma bronchiale è una malattia molto diffusa e coinvolge frequentemente persone che praticano o vorrebbero praticare sport.

L’asma bronchiale: colpisce dal 5 al 10% della popolazione in Europa. E’ caratterizzata da uno stato di infiammazione cronica dei bronchi con accessi di broncospasmo. Si può manifestare ad ogni età e con modalità differenti. Spesso l’attacco di broncospasmo è scatenato dall’inalazione di allergeni (pollini o altre sostanze). Altre volte viene provocata da stimoli non specifici, tra cui lo sforzo fisico.

Broncospasmo da esercizio fisico: si presenta in una percentuale elevata di bambini e giovani asmatici (dal 60 all’80%). Non è una forma particolare di asma, ma una delle sue espressioni.

E’ provocato dall’aumento di ventilazione dovuta allo sforzo, che diventa uno stimolo (variazione di temperatura e/o di umidità nella mucosa bronchiale). Spesso rappresenta un fattore che limita la prestazione negli atleti o che porta alla sedentarietà i non atleti. Può essere prevenuto con misure farmacologiche (inalazione di un broncodilatatore prima dello sforzo). Inoltre un allenamento appropriato permette di ridurre la frequenza e l’intensità del fenomeno. Lo sport può quindi essere praticato senza problemi e si può essere competitivi come tutti gli altri. La normativa antidoping (WADA) consente il trattamento medicamentoso dell’asma compilando una semplice certificazione.

Avviamento allo sport: Nel rispetto dell’inclinazione e desiderio personale sono da preferire gli sport di resistenza. Gli sport acquatici  offrono in genere  un ambiente ottimale, lo stesso vale per gli sport sulla neve.

Storicamente le malattie respiratorie, ed in particolare l’asma, hanno un rapporto conflittuale con l’attività fisica. L’asma era considerata una controindicazione allo sport. La pratica di sport tuttavia trova ancora oggi diverse limitazioni nel bambino asmatico. Per contro l’attività sportiva è oggi considerata un “fattore obbligatorio” per lo sviluppo del bambino, e per uno stato di salute ottimale a tutte le età.

Infine non deve essere dimenticato che anche quando lo sport è agonismo ai massimi livelli sono sempre più numerosi atleti asmatici che partecipano e vincono titoli prestigiosi (olimpiadi, campionati mondiali etc.) in quasi tutte le specialità.

Dr. med. Antonio Satta

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