Glossario dell' Asma: Broncodilatatori

Postato da Max Betting
broncodilatatori agiscono determinando attivamente il rilasciamento della muscolatura dei bronchi oppure impedendone la contrazione durante le crisi asmatiche.

Tra broncodilatatori si includono tre categorie di farmaci:

- gli agonisti dei recettori beta-2 adrenergici (salbutamolo, fenoterolo, terbutalina, salmeterolo, formoterolo) che, stimolando questi specifici recettori presenti nella muscolatura bronchiale, ne provocano il rilasciamento

- gli antagonisti dei recettori muscarinici (ipratropio bromuro) che, legandosi a questi specifici recettori presenti nella muscolatura bronchiale, ne impediscono la contrazione

- le metilxantine (teofillina, aminofillina) che, con un duplice meccanismo di azione, impediscono la contrazione della muscolatura bronchiale e contemporaneamente ne favoriscono il rilasciamento (oltre ad avere anche un effetto antinfiammatorio aggiuntivo).

Come si usano

Il trattamento dell'asma ha il duplice scopo di ottenere un buon controllo della malattia e di risolvere all'occorrenza le crisi acute.
Gli antiasmatici si classificano come:

- farmaci di fondo, destinati a curare le condizioni patologiche che inducono la sintomatologia asmatica

- farmaci sintomatici, destinati a contrastare solo i sintomi, in particolare la broncocostrizione.
In quest'ottica sono da considerarsi farmaci di fondo tutti gli antinfiammatori e farmaci sintomatici i broncodilatatori.

La terapia dell'asma si può avvalere di entrambi i tipi di farmaci, sia nel trattamento continuativo, sia nella risoluzione delle riacutizzazioni, selezionandoli in base all'efficacia e soprattutto alla rapidità di azione.

Nel trattamento delle crisi acute, per esempio, si prediligono i broncodilatatori a effetto più rapido (salbutamolo, terbutalina, fenoterolo, ipratropio bromuro) e gli antinfiammatori più potenti (corticosteroidi).

Di base, la via di somministrazione preferenziale degli antiasmatici è quella inalatoria, tranne che per le metilxantine e gli antileucotrienici che vengono assunti per bocca e per l'anticorpo omalizumab che viene somministrato per via sottocutanea.

Il trattamento delle crisi acute gravi può invece richiedere la somministrazione sistemica sia di cortisonici sia di broncodilatatori, talora per via endovenosa.

Effetti collaterali

Considerando i farmaci di più largo impiego:
- i broncodilatatori beta-2 agonisti possono causare tachicardia, ipotensione, crampi muscolari, cefalea

- i corticosteroidi possono, nell'uso prolungato, predisporre a infezioni, ulcera gastro-duodenale, osteoporosi, squilibri endocrini

- il sodio cromoglicato e il nedocromil sono, invece, abbastanza ben tollerati.